Antonella Bussanich : MYSELF, videoautoritratto

Per ogni artista l'opera é una sorta di specchio sulla cui superficie giunge a compimento la rivelazione di sé, anche se spesso trasfigurata, cosicché l'azione creativa é sempre un autoritratto, metaforico o reale, possibilità cioé di conoscersi più a fondo e in maniera più intima grazie a un complesso processo di introspezione, ma soprattutto occasione di oltrepassare gli asfittici confini di sé, per vedere oltre e comprendere le ragioni più profonde della propria esistenza al di là dell'incongruente articolazione del quotidiano.
 
L'artista come Narciso specchiandosi nello stagno si innamora della propria immagine, ma a differenza di quest'ultimo non muore nel tentativo di appagare il bruciante, egoistico desiderio di sé, completamente isterilito nella alienante concentrazione sul suo io, ma proietta la propria libido egotistica sul mondo esterno, per cogliere il proprio essere del e nel mondo.
   
Antonella Bussanich in Myself, video raffinato nel suo ricercato minimalismo, mostra se stessa, non solo la propria immagine quindi, quanto piuttosto la propria anima da mettere a nudo. Ogni tentazione narrativa é sapientemente rifuggita perché ad interessare é il desiderio di arrivare a congiungere la superficie al profondo, il visibile al non visibile, per restituire di sé la verità.
   
Superando gli angusti confini dell'amore di sé Bussanich, infatti, trasforma l'introversione narcisistica in narcisiana contemplazione, intesa come auto-riflessione, che partendo dalla realtà esteriore giunge inevitabilmente a quella interiore. Trasforma l'inconscio, totalizzante amore verso se stessa in autocoscienza, intesa come consapevolezza dell'opportunità di ricercare e scoprire le origini, le radici profonde della vita e la primigenia armonia che connette cosa a cosa.
   
La realtà interiore finisce per essere riconosciuta come parte integrante della realtà esteriore, e l'opera, che é ritratto di sé, cioé autoritratto, divenuta rispecchiamento o autorispecchiamento del dentro nel fuori, é il mezzo attraverso cui é possibile sconfiggere la morte, quella di Narciso, sopraffatto fatalmente dall'impossibile abbraccio con la propria immagine.
   
Loredana Rea, critica d'arte

Antonella Bussanich - MYSELF

Le installazioni/video di Bussanich, artista toscana che divide la sua attività con la Francia, interessano, attraverso la fotografia e il movimento, l'esplorazione dello spazio e lo studio del corpo. Selezioni minimaliste avviano discorsi profondi, intrecciano linguaggi evocati nelle note poetiche de La marche infinie (2002), come ne La source (2006), dove la focalizzazione dello sguardo/rotante crea il dialogo, attraverso la camera fissa, con lo spettatore.
In Myself, presentato a 'Videoformes' (Chapelle de l'Oratoire, Clermont-Ferrand) nel 2004 e anche a Palazzo Strozzi nel 2007 ('100 cantori per Dante'), i fotogrammi fanno scorrere il tempo sull'immobilità del profilo d'artista. Una pierfrancescana immota immagine resiste all'incedere variato di ombre mobili, prodotte da un velo metaforico che è schermo e motore all'indagare dell'animo; ammalia la fisicità resistente, quella della persona con la sua personalità che si mostra di profilo. L'intento é quello di unire visibile e non visibile, l'apparente e l'io. Il viaggio, espresso in fotogrammi, va dall'esteriore all'interiore, al riconoscimento di se stessa, all'autoritratto appunto. Dal bianco/nero l'immagine si accende, con codici di linguaggio minimalista, colorandosi e chiudendo il percorso/indagine. Un passo fluido e lento accompagna il pensiero di questa artista, che nelle esperienze divise tra Francia e Italia ha fatto comunicare nella transversalità lo 'spirito rinascimentale' con il linguaggio colto del video. Quello che Bussanich dice di Bacon, "che vede e ci fa vedere attraverso e al di là dell'essere", risponde al senso della sua indagine. "Gli occhi sono il nostro emettitore… sono situati tra il cervello e il cuore", così che "introspezione e proiezione si toccano e si alimentano mutualmente".
Giovanna Giusti

Testo dell catalogo di  Autoritratte  2010/11, Museo degli Uffizi - Reali Poste, Firenze (Italia)