La Source - La sorgente

Il volto frontale, gli occhi aperti puntati su chi lo guarda, gira lentamente, con un movimento di rotazione improbabile ma reale visto che il soggetto ruota intorno alla videocamera fissa. La lentezza del movimento, l'inquadratura e l'omogeneità dello spazio del video immaginato dall'artista creano un ritmo dell'immagine così perfettamente costruito che accompagna la nostra visione fino a che questa rotazione ci appare possibile e fino a quando il nostro sguardo che fissa quello del volto filmato sembra renderlo immobile, visto che rimane sempre davanti a lui : icona e robot.
Questo sguardo porta su 360°, vede dappertutto. Evocando certi dipinti , Nicolas de Cues nel "Il quadro o la visione di Dio" parla "dell'immagine di un onniveggente il cui viso é dipinto con un arte così sottile che sembra tutto guardare intorno a lui" (1): Nicolas de Cues spiega infatti che se voi girate intorno all'immagine frontale di Dio, lo vedete sempre e questo perché lui vi vede. Appena togliete lo sguardo da quello dell'immagine di Dio, entrate nelle tenebre. Il vostro sguardo esiste solo nel suo, vi nutre, vi libera con la sua misericordia. Dalla reciprocità dello sguardo nasce la vostra esistenza. "Fino a quando ci sei, tu sei con me. E siccome per te vedere é esistere, allora io sono perché tu mi guardi". (2)
In Big Brother di Orwell, in assenza di Dio, questo legame attraverso lo sguardo diventa poliziesco. Non appena é l'immagine che gira su se stessa, ovviamente siete voi che la seguite, non siete più nutriti, ma rifiutati da essa. Vi troverete ad aspettarla. La ripetizione di questo movimento sottile, annulla il suo momento passato o futuro, facendoci trovare davanti al fascino di un eterno presente; movimento sottile, perché fluido, senza soste; movimento naturale così come quello di una persona che si muove attorno ad un dipinto.
Il riferimento a questo teologo del XV imo secolo ci svela, secondo me, la strutturazione speculare, ma unidirezionale del nostro sistema di economia mediatica. Le marche commerciali si diffondono dappertutto nel mondo in modo da poterci identificare in esse ovunque ci troviamo. Il legame che esse cercano di creare tra di loro e noi é davvero un legame di esistenza che sperano poter essere duraturo, ma, proprio perché ingannatore, visto che é unilaterale, resta effimero e si confonde nelle esigenze di un rinnovo incessante e fatto di presente. Il video di Antonella Bussanich ci ricorda come questo sistema ci attiri, ci affascini e poi ci rigetta nella perpetua rotazione del tempo presente. Questo sguardo che era così magico, così particolare, così personale, diventa generico e si perde nell'insignificante.
Questa video é una metafora della volontà di ubiquità e di eternità di questo sistema che sogna un eterno presente, il suo.


Stéphane Doré, Direttore École supérieure des beaux-arts TALM, Angers

Note
Nicolas de Cues (teologo nato nel 1464 a Todi) Le tableau ou la vision de Dieu , Editions du Cerf, Paris, 1986. p.32
Idem. p.37